Genealogia di Giosuè Gianavello, tratta da Giosuè Gianavello (1617-1690) di Ferruccio Jalla, opuscolo del XVII febbraio del 1991.
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Le Grand Barbe ou Recit tres veritable de ce qua faicit Iosue Ianauel dans les Valles de Luzerne. Premier partie 1666, è un libello anonimo di 24 pagine, "l'unica fonte prodotta negli ambienti della dissidenza valdese [...] redatto da un avversario dei principali leaders valdesi, nell'ambito di un'aspra polemica interna alla comunità". Ne esiste un'unica copia conservata nella Biblioteca Reale di Torino. Martino Laurenti, analizzando lo scorpione e il motto ("Dolor est medicina doloris") sulla prima pagina dell'opera, che rimandano al mondo della farmacopea e della medicina, adombra che l'autore possa essere il cognato di Léger, Michele Bertram detto Villanova, medico chirurgo di S. Giovanni, trasferitosi a Villar. A lungo tra il Léger e il Bertram i rapporti erano stati molto stretti, come documenta in maniera esaustiva il Laurenti, ma poi il Bertram si trova tra coloro che accusano Lèger di aver sottratto una parte consistente delle elemosine raccolte nei paesi protestanti per le Valli dopo le stragi del 1655. Per Laurenti "l'autore era sicuramente un valligiano e un riformato: conosceva dettagli della vita di Giosuè Gianavello che non compaiono in altre fonti [...] L'obiettivo del libello era mostrare il vero volto di Gianavello e denunciare pubblicamente la dirigenza valdese che lo aveva sempre protetto e incoraggiato". In maniera singolare però il pastore e moderatore Jean Léger non è mai citato in tutto il testo. Secondo il Laurenti, infine, l'uscita del libello è legato alla trattativa in corso, l'arbitrato che il Re di Francia stava svolgendo tra i valdesi e le autorità ducali, per porre fine al lungo conflitto, con l'intento di screditare la parte valdese. È di certo una delle fonti fondamentali per ricostruire la storia di Gianavello.
Pubblicato nel 1850 da Alexis Muston, si tratta in realtà del IX e del X capitolo dell'Israel des Alpes, tomo II, pubblicati di un anno in anticipo. Qui, per nostra comodità, abbiamo deciso di mettere i capitoli tratti dall'opera maggiore, sostanzialmente uguale.
In occasione del 17 febbraio 1883, viene pubblicata questa vita di Josué Janavel in una edizione dedicata ai bambini. Si tenga conto che Pinocchio è del 1881 e il libro Cuore di De Amicis è del 1886. In questo testo sono riportati passi delle Istruzioni di Gianavello e la preghiera che compare al termine del Regolamento per il corpo di guardia.
Pubblicazione di Jean Jalla uscita nel 1917 in occasione del trecentenario della nascita di Gianavello, è una riduzione di un testo più ampio uscita sul Bulletin de la Société d'Histoire Vaudoise dello stesso anno.
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Pubblicazione di Jean Jalla edita in occasione del trecentenario della nascita di Gianavello, è la prima vera biografia pubblicata di Gianavello, uscita sul Bulletin de la Société d'Histoire Vaudoise, numero 38 del 1917.
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Attilio Jalla (1882-1962) è, insieme a Jean Jalla, il maggior divulgatore della figura di Gianavello. Nel 1940 pubblica I luoghi dell'azione eroica di Giosuè Gianavello nelle Monografie edite in occasione del 17 febbraio: serie italiana. Nello stesso anno esce il suo Giosuè Gianavello a Ginevra: Nel 250º anniversario della sua morte, Arti Grafiche L'Alpina, Torre Pellice, 1940.
È sua la biografia di Gianavello che qui presentiamo, edita nel 1943 (Attilio Jalla, La vita eroica di Giosuè Gianavello, il capitano delle valli valdesi, 1617-1690, Libreria Editrice Claudiana, Torre Pellice, 1943, pp. 244), che si segnala anche per le illustrazioni di Paolo Paschetto. In Appendice pubblica l'Istruzione del 1688.
Nel 1947 esce la traduzione in francese di quest'opera: Attilio Jalla, Janavel. Combats, exil et pouvoir d'un Grand Capitaine, Editions Labor et fides, Genéve, 1947, pp. 196.
Traduzione in francese, pubblicata a Ginevra, del libro di Attilio Jalla La vita eroica di Giosue' Gianavello del 1947.
Si segnalano le 25 illustrazioni di Paolo Paschetto.
Ferruccio Jalla è stato lo storico valdese che ha studiato con maggiore accuratezza le Istruzioni militari di Gianavello. Suoi sono i fondamentali articoli pubblicati sul Bollettino della Società di Studi Valdesi: "Réglement à observer dans le corps de garde", fascicolo 158 del 1986; "Gli scritti di Giosuè Janavel dal 1667 al 1686", fascicolo 161 del 1987; "Gli ultimi scritti di Giosuè Janavel: le Istruzioni militari del 1688 e 1689", fascicolo 164, 1989; "Il conte Federico von Dohna e Giosuè Gianavello", fascicolo 168, 1991; "La Istruzione Militare in lingua italiana di Giosuè Gianavello", fascicolo 175 del 1994; "L'Istruzione militare in francese del 1685 di G. Gianavello: Copia di Karlsruhe", fascicolo 182, 1998. Suo è questo Giosuè Gianavello (1617-1690), opuscolo del XVII febbraio del 1991
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Josua Janavel (1617-1690), traduzione in tedesco del testo di Ferruccio Jalla, dell'opuscolo del XVII febbraio 1991.
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Voce curata da Sandra Migliore del Dizionario biografico degli italiani dell'anno 2000, edito da Treccani.
Bruna Peyrot fa parte del gruppo Janavel2017 insieme a Massimo Gnone, con il quale ha pubblicato il romanzo storico Gianavello bandito valdese edito da Claudiana; qui pubblichiamo la sua biografia del Gianavello edita da Claudiana nel 2001.
Tra i molti suoi libri pubblicati segnaliamo "Prigioniere della Torre", Giunti Edizioni.
Voce curata da Laura Ronchi De Michelis del Dizionario biografico degli italiani dell'anno 2004, edito da Treccani.